Inutile nascondersi, la finale di un campionato del mondo è
un evento che richiama sempre un numero considerevole di persone da tutto il
mondo.
Tuttavia, sarebbe lecito aspettarsi uno spettacolo degno di
questo nome.
Colgo l’occasione per i fare i miei complimenti a Jim Boyce,
presidente del comitato arbitrale. Soprattutto per la fallimentare designazione di Nicola
Rizzoli alla finale.
Nulla di nuovo sotto il sole, il bolognese si è reso
protagonista di una prestazione sottotono, denotando pressione e mancanza di
personalità quando occorreva espellere la gente.
L’intervento del portiere del Bayern al minuto 57°,
assolutamente scomposto, meritava una sanzione ed il rigore.
Lo stesso dicasi a favore delle azioni compiute da Aguero nel primo tempo supplementare.
Lo stesso dicasi a favore delle azioni compiute da Aguero nel primo tempo supplementare.
Ritorniamo però al discorso della sudditanza psicologica, decisioni simili avrebbero letteralmente cambiato l’inerzia della partita.
Già, ma purtroppo dimentico che la gente si beve tutto quello che la Rai propina.
A tal proposito, Dossena incommentabile.
Già, ma purtroppo dimentico che la gente si beve tutto quello che la Rai propina.
A tal proposito, Dossena incommentabile.
Sul piano del gioco, una Germania propositiva, ma che
rispetto alle ultime uscite si è dimostrata meno concreta, sotto quest’ottica determinante
comunque l’ingresso di Schürrle.
Inoltre ottimi Lahm, Boateng e Schweinsteiger; quest’ultimo un
vero e proprio combattente capace di garantire equilibrio e sostanza.
Menzione d’onore per Neuer, un portiere che per tutta la competizione, con la propria completezza, ha legittimato lo status di numero al mondo.
Nello specifico, ha la capacità di leggere una partita, decidendo quando intervenire.
L’Argentina d’altro canto ha confermato la buona organizzazione, tuttavia paga un attacco poco all’altezza, con Higuain e Palacio che, in questa serata, rappresentano i simboli della decadenza del nostro calcio giocato. Due errori imperdonabili.
Sul paragone, Messi – Maradona ritengo siano state spese fin troppe parole; molti non capiscono che lo sport che amano si è evoluto.
L’unico appunto che si può fare a Leo, è sul piano caratteriale. Diego era un trascinatore e guidava la squadra col proprio carisma.
Il suo fallimento è imputabile unicamente al modo in cui gioca la nazionale di Sabella.
Lungi da me sminuire la sua immensa classe, ha offerto qualche apertura interessante e quando accelerava, era micidiale.
In linea di massima, mi sento di affermare che la Germania meritava questo trofeo, in onore della propria longevità nell’arco delle competizioni tenute negli ultimi anni e ai forti cambiamenti attuati all’interno del panorama tedesco all’inizio del nuovo secolo, con l’imposizione delle accademie.
Se ci dovessimo basare unicamente su questa partita, però, avrebbe meritato la nazionale sudamericana, nonostante l’errato cambio Lavezzi – Aguero e una leggerezza difensiva sul gol di Gotze (pareggiata dall’errore tedesco non concretizzato da Higuain nel primo tempo).
A nessuno stimolava il pensiero di un Argentina campione in terra nemica?
Si sarebbe trattato di uno smacco per i brasiliani. Organizzi il Mondiale in patria con l’intento di vincerlo, rimedi diverse figure provinciali, e come se non bastasse, vincono i tuoi peggiori nemici.
Di fatto resterà solo uno scenario su cui congetturare nel corso dei prossimi tempi.
Cerchiamo in ogni caso di apprezzare lo spirito verdeoro, sostenevano chi li aveva umiliati.
Per la serie “il vero carnevale”.
Menzione d’onore per Neuer, un portiere che per tutta la competizione, con la propria completezza, ha legittimato lo status di numero al mondo.
Nello specifico, ha la capacità di leggere una partita, decidendo quando intervenire.
L’Argentina d’altro canto ha confermato la buona organizzazione, tuttavia paga un attacco poco all’altezza, con Higuain e Palacio che, in questa serata, rappresentano i simboli della decadenza del nostro calcio giocato. Due errori imperdonabili.
Sul paragone, Messi – Maradona ritengo siano state spese fin troppe parole; molti non capiscono che lo sport che amano si è evoluto.
L’unico appunto che si può fare a Leo, è sul piano caratteriale. Diego era un trascinatore e guidava la squadra col proprio carisma.
Il suo fallimento è imputabile unicamente al modo in cui gioca la nazionale di Sabella.
Lungi da me sminuire la sua immensa classe, ha offerto qualche apertura interessante e quando accelerava, era micidiale.
In linea di massima, mi sento di affermare che la Germania meritava questo trofeo, in onore della propria longevità nell’arco delle competizioni tenute negli ultimi anni e ai forti cambiamenti attuati all’interno del panorama tedesco all’inizio del nuovo secolo, con l’imposizione delle accademie.
Se ci dovessimo basare unicamente su questa partita, però, avrebbe meritato la nazionale sudamericana, nonostante l’errato cambio Lavezzi – Aguero e una leggerezza difensiva sul gol di Gotze (pareggiata dall’errore tedesco non concretizzato da Higuain nel primo tempo).
A nessuno stimolava il pensiero di un Argentina campione in terra nemica?
Si sarebbe trattato di uno smacco per i brasiliani. Organizzi il Mondiale in patria con l’intento di vincerlo, rimedi diverse figure provinciali, e come se non bastasse, vincono i tuoi peggiori nemici.
Di fatto resterà solo uno scenario su cui congetturare nel corso dei prossimi tempi.
Cerchiamo in ogni caso di apprezzare lo spirito verdeoro, sostenevano chi li aveva umiliati.
Per la serie “il vero carnevale”.
E poi, ci sono gli italiani.
La cui maggior parte tifava una nazione che per anni ha ridicolizzato il nostro popolo e che ci disprezza.
Esempi? Uno è presente in alto, ma posso citarvi anche una testata giornalistica del giorno antecedente alla finale di Champions League del 2010 fra Inter e Bayern.
La cui maggior parte tifava una nazione che per anni ha ridicolizzato il nostro popolo e che ci disprezza.
Esempi? Uno è presente in alto, ma posso citarvi anche una testata giornalistica del giorno antecedente alla finale di Champions League del 2010 fra Inter e Bayern.
“Stereotipi”, direbbe qualcuno, ma il rimando alla Mafia fu
chiaro.
Insomma, programmazione e serietà, componenti sempre meno riscontrabili da noi, ma la speranza di superarli nuovamente in futuro, è viva.
Insomma, programmazione e serietà, componenti sempre meno riscontrabili da noi, ma la speranza di superarli nuovamente in futuro, è viva.
A presto.
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