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mercoledì 4 giugno 2014

Top 5 – Shonen Manga Moments


Oggi inauguro un nuovo tipo di articolo, per permettere ai lettori di conoscere meglio ciò che ho letto nell'arco degli anni.
Nello specifico menzionerò i 5 contesti che mi sono rimasti più impressi e che ho seguito con maggiore interesse.
Naturalmente è inutile dire che la scelta di essi, è puramente soggettiva.


5° Posto: Il confronto fra Kurapika e Ubo (Da “Hunter x Hunter” di Yoshihiro Togashi, saga di York Shin City)


Potevo includere di meglio? Probabilmente sì.
Ma questa è significativa poiché qui sono emersi per la prima volta i progressi compiuti da Togashi e la straordinaria capacità di egli di immettere contorni di vario genere all'interno delle proprie opere.
Contrariamente a quella che lo ha consacrato, in HxH la psicologia dei PG traspare anche attraverso i pensieri e le parole adottate. E si tratta di una cosa che in Yu Yu risaltava meno, poiché traspariva solo mediante ciò che essi compivano.
Come alludevo, il tutto è valorizzato da un'ambientazione horror. Difatti se precedentemente siamo abituati a contesti ricchi di divertimento e la presenza di espedienti narrativi comuni alla maggior parte degli shonen battle, in questo caso l'autore sfodera il meglio di sé proponendo una situazione di grande suspense.
Da brividi.


4° Posto: La morte di Hideyuki Makimura (Da “City Hunter“ di Tsukasa Hojo)

Tsukasa Hojo è l'esempio massimo di come un autore possa fidelizzare il proprio pubblico anche disegnando molte storie slegate fra di loro.
Il merito di questo? Personalmente sono sempre rimasto ammaliato dal grande realismo che ha saputo imprimere.
In City Hunter sono facilmente riscontrabili un sacco di citazioni all'epoca in cui è stato serializzato, e lo stile dei suoi disegni, vanta un dinamismo incredibile. E' un prodotto godevole e raramente noioso.
Ho selezionato questo momento poiché, narrativamente parlando, ha il compito di inserire in maniera stabile, la figura di Kaori. Ovvero la protagonista femminile.
Da quell'istante l'autore darà sfogo a tutta la propria vena comica, giocando sull'immedesimazione dei lettori.


3° Posto: Ricordi (Da “Kaito Kid” di Gosho Aoyama)


Come ben saprete, Aoyama ha esercitato una grossa influenza su di me. Probabilmente non avrei un blog, o, senza essere drastici, non tratterei determinati argomenti all'interno di esso.
Tuttavia ha molti difetti. E gli rimprovererò sempre di aver immesso nella sua opera principale, vicende amorose trattate in maniera estremamente ripetitiva, che in Giappone (purtroppo) tendono ad essere apprezzate da una fetta importante del fandom. Quindi perchè proporre qualcosa di più complesso e che conosci poco quando gli schemi collaudati funzionano perfettamente?
La componente amorosa riveste un ruolo importante anche in un manga in pausa da innumerevole tempo, e che l'autore ha spesso pubblicizzato in Detective Conan tramite la scrittura di casi i quali prevedono la presenza di personaggi non appartenenti a quell'universo.
Il contesto in questione è famigliare anche agli affezzionati dell'anime italiano di DC, non solo per la presenza del loro protagonista, bensì perchè questa storia contribuisce alla composizione dello special 219, tradotto barbaramente dalla Merak col titolo de “La leggenda di Furto Kid”.
Nell'arco di tutto questo tempo, rimane l'unica situazione a sfondo amoroso da lui prodotta che mi ha colpito.
Il motivo? Molte presenti in Detective Conan sono forzate e irreali, ed i personaggi perdono parte della loro caratterizzazione per adattarsi a segmenti penalizzati dalla voglia di protrarre.
Come dico sempre, per essere compreso a fondo il personaggio di Kaito va letta l'opera con cui Aoyama ha esordito nel panorama nipponico. Qui ci viene mostrato come lui non abbia dimenticato gli insegnamenti del padre e quanto sia importante il rapporto con Aoko, rievocando un'esperienza passata. Ed il gesto stesso da lui compiuto e presente nell'immagine che ho pubblicato, è un riferimento alla figura di Toichi.
Può sembrare banale, ma è semplice e mi ha saputo coinvolgere.


2° Posto: Il sacrificio di Minato e Kushina (Da “Naruto” di Masashi Kishimoto, saga del controllo del Nove Code)

Questo spezzone è tratto da quello che a mio avviso può definirsi l'ultimo grande lavoro di Kishimoto. Difatti mi aggrego alla delusione dettata da una saga finale caratterizzata dall'incoerenza.
In questo caso però c'è poco da dire, l'autore non ha mai brillato quando si è cimentato con gli approfondimenti psicologici, ma a livello emotivo, sa impressionare il lettore.
Per i modi in cui è avvenuto, si tratta anche di un manifesto a sfavore dell'egoismo.
A mio avviso è difficilmente eguagliabile.


1° Posto: Il flashback di Hiei (Da “Yu Yu Hakusho” di Yoshihiro Togashi, saga dei Tre Re)


Mi sono già espresso nell'articolo apposito: Togashi ha saputo delineare in maniera perfetta il carattere di ognuno dei suoi co-protagonisti, facendogli intraprendere dei percorsi di grande crescita. Cosa di certo non apprezzabile ovunque.
Perchè ho deciso di premiarlo? Perchè nonostante la scarsa qualità dei disegni, ho atteso questo momento per due saghe intere.
E quando l'ho finalmente letto, l'ho adorato.
Gode di estrema profondità ed ha il compito di definire la figura di Hiei.
La solitudine, il disprezzo per il villaggio che l'ha ripudiato, la ricerca della sorella e la gemma, il mutamento del proprio carattere. Insomma, senza di esso, forse non sarebbe il mio personaggio preferito.
Gli approfondimenti proposti prima dell'annuncio dell'inizio del torneo (sottolineati poco dal fandom), tendono in parte a smorzare l'attenzione circa l'inconcludente finale. Quantomeno per me.


Vi do appuntamento alla prossima.

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