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domenica 30 novembre 2014

Primo Anniversario

 
Difficilmente scorderò il 18 novembre 2013. In quell’occasione, infatti, ho finalmente aperto il primo ed unico portale dopo vari tentennamenti, intraprendendo una strada che risulterà fondamentale all’interno del percorso professionale che ho selezionato una volta terminati gli studi.
Come alludevo quindi, la mia presenza sul web non è legata a scopi di lucro e tantomeno costituisce un modo per accrescere la mia popolarità, perché se il mio intento fosse stato quello, avrei aperto un canale su YouTube, dove la visibilità è maggiore ed è più facile emergere, proprio come fanno molti all’interno della piattaforma, i quali amano guadagnare parlando di tutto senza conoscere alcun soggetto in particolare.
Poi naturalmente vigono anche quelli che parlano di argomenti specifici, ma che spesso tendono a limitarsi, per dare continuità e produrre in futuro altri video, o più semplicemente per scarsa varietà nelle loro tesi. Insomma, la mediocrità.
Il principale intento era quello di migliorarmi, dando al contempo risalto e dignità ad argomenti di nicchia, per anni esposti male sulle emittenti italiane. Ricevere messaggi privati di utenti che discostano la mia figura da quella degli aziendalisti che parlano bene di tutto e tutti (di cui siamo sovraffollati), mi ha fatto davvero piacere.
Per celebrare questo evento vi propongo una rilettura degli articoli che hanno riscosso maggior successo sul piano delle visite, in modo da fornire una base anche a chi si affaccia per la prima volta qui;
 
A presto.


domenica 26 ottobre 2014

Detective Conan – I difetti del London Arc


Nelle giornate 11 e 18 di questo mese, sono stati finalmente trasmessi gli episodi di Detective Conan i quali presentano Londra come ambientazione, che l’emittente “Super!” ha lanciato come eventi singoli consapevole del grande apprezzamento di cui godono.
L’articolo di oggi si focalizza su una domanda: tutto ciò è giusto?
La strategia degli emissari è condivisibilissima (sia per lo share che il brand), giacché questa vicenda ha generato grosso interesse fra il fandom, tuttavia occorre menzionare come il London Arc non abbia alcun nesso con la trama. Allora a cosa è dovuta questa popolarità?
A qualcosa che non dovrebbe esistere all’interno di un prodotto giallo: la componente amorosa, vera e propria sottotrama, che risulta invasiva.
Non avrei avuto nulla da ridire se Aoyama avesse usufruito unicamente della figura rimpicciolita del protagonista, invece, allo scopo di vendere qualche copia in più, ha creato un caso pieno di lacune e assolutamente poco realistico. Personalmente, non accetto quando un racconto si snatura, in contraddizione con le pretese iniziali.
Detective Conan, nonostante ormai non proponga più nulla di nuovo, può vantare un’ambientazione ben definita, grazie ai numerosi riferimenti alla cultura giapponese sparsi per tutta l’opera.
In questo caso il contesto è decisamente surreale.
Questo clamore deve far riflettere molti: assistiamo giornalmente ad inutili contrapposizioni in merito a quale produzione sia migliore di un’altra, dimenticandoci, però, che la percezione è soggettiva.
E tutto varia a seconda delle esigenze di una persona. Un prodotto di nicchia, ad esempio, non è sinonimo di opera matura. 


Per coloro che conoscono l’autore, questo potrà sembrargli un notevole passo indietro, visto che in passato è stato in grado di sfornare manga quali Yaiba ottimamente strutturati:

1) Incipit surreale: Cosa ci faceva quella donna in Giappone e cosa l’ha spinta ad invitare nella sua patria degli sconosciuti? Penso che l’unico commento il quale renda giustizia a questa scemenza, sia il seguente: LOL.


2) Assolutamente ridicolo il segmento al telefono, in cui il protagonista rivela di trovarsi a Londra. E vogliamo parlare di Ran che non dice nulla pur udendo la voce di Conan?


3) Le cascate di Reichenbach si trovano in Svizzera. E come potete constatare dall’immagine che ho pubblicato, Aoyama ha visitato Londra per prendere spunti ed ha annunciato la produzione di questo caso sin dal 2003.


4) In Inghilterra la sanità è pubblica, pertanto il movente non ha senso.


5) Come ha fatto Haibara a contattare la famiglia di Shinichi? Inoltre i tempi per l’arrivo a Londra non coincidono assolutamente.


6) Cosa sarebbe successo se Conan non si fosse trovato all’interno della struttura dove stava avvenendo l’incontro di tennis? Il metodo di Minerva è ingegnoso, ma anche limitante e poco credibile.


7) Nella realtà, se una persona si dichiara all’altra, e quest’ultima scappa, di certo non viene preso come un bel segnale. E poi, proprio tramite flashback?
Momento significativo, ma di mediocre intensità e debole sul piano della scrittura.

Ho avuto il piacere di presentarvi il London Arc; forzature, frettolosità, zero approfondimenti e soprattutto personaggi che perdono parte della loro caratterizzazione per adattarsi a contesti veramente assurdi.
L’idea di base era buona, ma non con questa dose massiccia di fanservice.

Voto: 4
Alla prossima.

domenica 28 settembre 2014

Detective Conan VS Kindaichi Shounen No Jikenbo


Quest'oggi voglio proporvi un confronto fra le due opere gialle più conosciute e rinomate del panorama nipponico, scritte rispettivamente da Gosho Aoyama, e l'accoppiata Kanari / Amagi (vero nome Tadashi Agi).
Si tratta di due manga ancora in corso di produzione, e che figurano all'interno della classifica dei prodotti più ristampati di sempre.

In passato, da persone evidentemente superficiali, sono state spesso messe sul medesimo piano. In realtà, se escludiamo le componenti predisposte del tipo, mi sento senza dubbio di affermare che DC vanta un target più ampio e può tranquillamente essere definito "commerciale".
Non a caso, Aoyama non ha mai disdegnato il fanservice, immettendolo con grande sapienza; in questo sono stati fondamentali diversi fattori (commedia), grazie ai quali ha reso ricco il proprio titolo.
Il primo è la trama: nonostante gli sviluppi avvengano ormai di rado (complice due cose: una struttura buona ma schematica, che la condiziona, e l'apprezzamento di cui Detective Conan gode come settimanale), l'autore può vantare una delle storie meglio costruite dell'ambito shonen, capace di generare interesse e priva di incongruenze. Il punto di forza è rappresentato proprio dai casi che la compongono.
In secondo luogo vi sono le vicende amorose: sappiamo tutti che costituiscono una forzatura in contrasto col genere, tuttavia non si può ignorare come molti legami vengano approfonditi, anche se il modo in cui occorre talvolta denota mancanza di originalità.
Per tutto ciò, tolleriamo maggiormente ad egli le sue ultime produzioni, che hanno evidenziato un calo nella sceneggiatura e scarsa suspense.


In Kindaichi (più splatter, più dramma, casi più lunghi con ritmo narrativo più dinamico e maggiori avvenimenti) il discorso è differente, giacché è incentrato unicamente sulla parte gialla, che viene sviscerata in ogni sua forma.
La soprannaturalità, denigrata da molti, è un elemento ricorrente ma di pura facciata, con cui si gioca spesso.
Vi troverete inoltre davanti a qualcosa di più maturo, introspettivo, e soprattutto emergerà la visione dei creatori nei confronti di un tema di grande rilievo: la giustizia.
Difatti, saranno facilmente riscontrabili personalità dal passato tragico, ricche di paure e angosce, con le quali sarà possibile immedesimarsi. Mediante la loro figura, ci verranno impartiti grossi insegnamenti di natura morale.
Parlare di questo in Detective Conan equivale ad entrare in un campo minato, in quanto vigono parecchi pareri contrastanti per una precisa scelta dell'autore: ossia la caratterizzazione estremamente marcata del protagonista.
A causa di Aoyama (che esprime i suoi pensieri attraverso questo personaggio), sostengo che Shinichi sia penalizzato da un accostamento messo in chiaro sin dall'inizio, quello con Sherlock Holmes.
Da quest'ultimo ha ricavato tutto, anche un tratto caratteriale che impedisce alcuna varietà nei casi.

Difficile parlare dei PG, dato che il raffronto si pone tra due scuole di pensiero diverse che hanno il merito di non essersi snaturate; con la trama in mezzo, DC ha il costante bisogno di introdurne, finendo per lasciare indietro gli altri e risultare piatti. Anche in Kindaichi gli stereotipi non mancano, ma in generale spiccano per aspetti più concreti e reali.
Realistico è anche il ruolo a cui viene relegata la donna nel manga serializzato sullo Shonen Magazine: secondario. Questo sottolinea un lato non edificante della società giapponese, ovvero il forte maschilismo.

Avete ragione, avrei potuto essere più prolisso.
Mi ero prefissato però degli obbiettivi precisi: farvi conoscere le opere elencandone le proprie peculiarità, ma menzionando al contempo i difetti, per un'analisi a tutto tondo.
Si tratta di un articolo scritto unicamente in funzione di una determinata categoria, per la quale i dettagli non sono necessari.
La scelta fra questi prodotti di qualità dipende esclusivamente dalle esigenze di un lettore / spettatore.
Alla prossima.

mercoledì 4 giugno 2014

Top 5 – Shonen Manga Moments


Oggi inauguro un nuovo tipo di articolo, per permettere ai lettori di conoscere meglio ciò che ho letto nell'arco degli anni.
Nello specifico menzionerò i 5 contesti che mi sono rimasti più impressi e che ho seguito con maggiore interesse.
Naturalmente è inutile dire che la scelta di essi, è puramente soggettiva.


5° Posto: Il confronto fra Kurapika e Ubo (Da “Hunter x Hunter” di Yoshihiro Togashi, saga di York Shin City)


Potevo includere di meglio? Probabilmente sì.
Ma questa è significativa poiché qui sono emersi per la prima volta i progressi compiuti da Togashi e la straordinaria capacità di egli di immettere contorni di vario genere all'interno delle proprie opere.
Contrariamente a quella che lo ha consacrato, in HxH la psicologia dei PG traspare anche attraverso i pensieri e le parole adottate. E si tratta di una cosa che in Yu Yu risaltava meno, poiché traspariva solo mediante ciò che essi compivano.
Come alludevo, il tutto è valorizzato da un'ambientazione horror. Difatti se precedentemente siamo abituati a contesti ricchi di divertimento e la presenza di espedienti narrativi comuni alla maggior parte degli shonen battle, in questo caso l'autore sfodera il meglio di sé proponendo una situazione di grande suspense.
Da brividi.


4° Posto: La morte di Hideyuki Makimura (Da “City Hunter“ di Tsukasa Hojo)

Tsukasa Hojo è l'esempio massimo di come un autore possa fidelizzare il proprio pubblico anche disegnando molte storie slegate fra di loro.
Il merito di questo? Personalmente sono sempre rimasto ammaliato dal grande realismo che ha saputo imprimere.
In City Hunter sono facilmente riscontrabili un sacco di citazioni all'epoca in cui è stato serializzato, e lo stile dei suoi disegni, vanta un dinamismo incredibile. E' un prodotto godevole e raramente noioso.
Ho selezionato questo momento poiché, narrativamente parlando, ha il compito di inserire in maniera stabile, la figura di Kaori. Ovvero la protagonista femminile.
Da quell'istante l'autore darà sfogo a tutta la propria vena comica, giocando sull'immedesimazione dei lettori.


3° Posto: Ricordi (Da “Kaito Kid” di Gosho Aoyama)


Come ben saprete, Aoyama ha esercitato una grossa influenza su di me. Probabilmente non avrei un blog, o, senza essere drastici, non tratterei determinati argomenti all'interno di esso.
Tuttavia ha molti difetti. E gli rimprovererò sempre di aver immesso nella sua opera principale, vicende amorose trattate in maniera estremamente ripetitiva, che in Giappone (purtroppo) tendono ad essere apprezzate da una fetta importante del fandom. Quindi perchè proporre qualcosa di più complesso e che conosci poco quando gli schemi collaudati funzionano perfettamente?
La componente amorosa riveste un ruolo importante anche in un manga in pausa da innumerevole tempo, e che l'autore ha spesso pubblicizzato in Detective Conan tramite la scrittura di casi i quali prevedono la presenza di personaggi non appartenenti a quell'universo.
Il contesto in questione è famigliare anche agli affezzionati dell'anime italiano di DC, non solo per la presenza del loro protagonista, bensì perchè questa storia contribuisce alla composizione dello special 219, tradotto barbaramente dalla Merak col titolo de “La leggenda di Furto Kid”.
Nell'arco di tutto questo tempo, rimane l'unica situazione a sfondo amoroso da lui prodotta che mi ha colpito.
Il motivo? Molte presenti in Detective Conan sono forzate e irreali, ed i personaggi perdono parte della loro caratterizzazione per adattarsi a segmenti penalizzati dalla voglia di protrarre.
Come dico sempre, per essere compreso a fondo il personaggio di Kaito va letta l'opera con cui Aoyama ha esordito nel panorama nipponico. Qui ci viene mostrato come lui non abbia dimenticato gli insegnamenti del padre e quanto sia importante il rapporto con Aoko, rievocando un'esperienza passata. Ed il gesto stesso da lui compiuto e presente nell'immagine che ho pubblicato, è un riferimento alla figura di Toichi.
Può sembrare banale, ma è semplice e mi ha saputo coinvolgere.


2° Posto: Il sacrificio di Minato e Kushina (Da “Naruto” di Masashi Kishimoto, saga del controllo del Nove Code)

Questo spezzone è tratto da quello che a mio avviso può definirsi l'ultimo grande lavoro di Kishimoto. Difatti mi aggrego alla delusione dettata da una saga finale caratterizzata dall'incoerenza.
In questo caso però c'è poco da dire, l'autore non ha mai brillato quando si è cimentato con gli approfondimenti psicologici, ma a livello emotivo, sa impressionare il lettore.
Per i modi in cui è avvenuto, si tratta anche di un manifesto a sfavore dell'egoismo.
A mio avviso è difficilmente eguagliabile.


1° Posto: Il flashback di Hiei (Da “Yu Yu Hakusho” di Yoshihiro Togashi, saga dei Tre Re)


Mi sono già espresso nell'articolo apposito: Togashi ha saputo delineare in maniera perfetta il carattere di ognuno dei suoi co-protagonisti, facendogli intraprendere dei percorsi di grande crescita. Cosa di certo non apprezzabile ovunque.
Perchè ho deciso di premiarlo? Perchè nonostante la scarsa qualità dei disegni, ho atteso questo momento per due saghe intere.
E quando l'ho finalmente letto, l'ho adorato.
Gode di estrema profondità ed ha il compito di definire la figura di Hiei.
La solitudine, il disprezzo per il villaggio che l'ha ripudiato, la ricerca della sorella e la gemma, il mutamento del proprio carattere. Insomma, senza di esso, forse non sarebbe il mio personaggio preferito.
Gli approfondimenti proposti prima dell'annuncio dell'inizio del torneo (sottolineati poco dal fandom), tendono in parte a smorzare l'attenzione circa l'inconcludente finale. Quantomeno per me.


Vi do appuntamento alla prossima.